Leader di settore è Kartell, seguito a buona distanza da Calligaris e Luceplan. Kartell costruisce il
suo successo puntando su una strategia chiara e riconoscibile in cui utilizza in modo curato e
costante nel corso del tempo diversi social network, dove diventa una presenza riconoscibile per
gli utenti.
Il settore in generale presenta un utilizzo dei social media tattico piuttosto che strategico, ovvero
improntato su singoli contenuti e iniziative anziché che costruito portando avanti un progetto
continuativo e coerente nel tempo. Ad eccezione dei brand che si posizionano meglio in classifica,
ovvero Kartell, Calligaris, Luceplan, Cassina e Molteni & Co, infatti, i marchi analizzati sembrano
adottare strategie social deboli e denotano una limitata consapevolezza delle potenzialità delle
piattaforme in termini di promozione dei propri brand o come luogo in cui instaurare conversazioni
con gli utenti.
I brand e i loro prodotti appaiono presentati in due sostanziali modalità che emergono dai dati di
ricerca come tipologie di contenuto più che consolidarsi in veri e propri stili: il “brand come
designer” e il “brand come ambiente”. Nel primo caso si fa leva sull’originalità delle progettazioni
dei designer e sulla loro figura, mentre nel secondo caso si punta a suggerire l’inserimento dei
prodotti in un contesto o a suggerire delle idee interessanti dal punto di vista delle composizioni di
interior design in funzione “ispirazionale”. In questa direzione spicca l’elevato numero di
condivisioni dei contenuti pubblicati dai brand da parte degli utenti, utilizzati probabilmente come
indicatori di una performance di gusto, come segnalazione di un desiderio, della richiesta di un
consiglio o di un oggetto realmente posseduto.
Facebook si conferma come la piattaforma maggiormente utilizzata, presidiata da tutte le aziende
analizzate. Questo settore mostra un uso limitato di piattaforme, concentrandosi su Twitter,
Pinterest e YouTube, ma comparativamente differenziato anche utilizzando piattaforme di nicchia
(come Vimeo e Flickr).
Dalla ricerca emerge anche la pratica spontanea di produzione di User Generated Content per
segnalare al brand un acquisto, la visita a un negozio o a un evento di settore come nel caso del
Salone del Mobile di Milano.
Nicoloò Minchetti, CEO di Digital PR ha dichiarato: “E’ importante notarecome un settore vivo come
quello del design, caratterizzato da una eccellente e lunga tradizione italiana, sia uno dei meno
attivi sui social media nel nostro paese. La situazione che emerge dai dati di ricerca presenta un
netto stacco tra chi ha deciso di fare dei social un asset di comunicazione primario e chi li usa
senza una chiara e articolata strategia. E’ un divario importante, sono sicuro che sarà uno stimolo
ad approfondire e a esplorare le opportunità che rappresentano i social media, per supportare il
business e per costruire relazioni con un bacino di utenti sempre più vasto e interessante.”
Cosa emerge dall'indagine?
- Strategie deboli
- Utilizzo di piattaforme multiple
- Habitat visuali
- Condivisibilità
E' emblematico la "performance map" dove si evidenzia come, ad oggi, nessun brand ha compreso l'importanza dei social media...(eccenzion fatta per Kartell). Nel settore design l'approccio al mondo social è decisamente di tipo tattico.
Concludiamo con una considerazione personale, direi che i brand del mondo del design utilizzano questi nuovi canali solo perché: "bisogna esserci"......tantovale però non utilizzarli a questo punto, e qui vi segnalo un brand leader che va controcorrente e ha scelto di non utilizzare ancora i social: Pedrali.
L'osservatorio Brand & Social Media - Digital PR e OssCom ha pubblicato il secondo report dedicato al Design e Social Media: l'indagine è stata svolta nel mese di Febbraio 2013 e ha coinvolto 17 brand leader del settore.

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